Il dipeptide anserina, presente nel petto di pollo, migliora i punteggi di memoria nella MCI
Ecco un risultato curioso proveniente da un piccolo studio giapponese: soggetti con lieve compromissione cognitiva (MCI) hanno assunto 500 mg al giorno di un dipeptide presente nel petto di pollo e nel pesce. Dopo 12 settimane i loro punteggi nei test di memoria sono aumentati di circa due punti, mentre il gruppo placebo non ha registrato alcuna variazione.
Il composto è anserina. Non è un nome familiare sugli scaffali dei supplementi, ma ha costruito silenziosamente un proprio profilo di ricerca. Questo trial randomizzato controllato del 2021, pubblicato su Aging, è uno dei più interessanti in materia e merita un’attenta lettura.
Cos’è l’anserina?
L’anserina (beta‑alanyl‑3‑methyl‑L‑histidine) è un dipeptide, ossia due amminoacidi uniti tra loro. È una stretta parente chimica della carnosina, un composto più noto per le sue attività antiossidanti e anti‑glicazionali. Entrambi appartengono a una famiglia di dipeptidi contenenti istidina.
L’anserina è abbondante nei muscoli di uccelli e di pesci. Il petto di pollo è la fonte più classica, ma anche il tonno e altri pesci ne sono ricchi. Per questo è frequente trovarla in ricerche del tipo "peptide petto di pollo cervello". L’anserina è anche disponibile come integratore singolo, solitamente estratto da pollo o pesce, e spesso combinata con la carnosina.
Lo studio: chi, cosa e per quanto tempo
Lo studio, guidato da Masuoka e colleghi con il senior author Tatsuhiro Hisatsune, è stato un trial randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, condotto in Giappone.
- Screening: 58 volontari anziani
- Randomizzati: 36 persone con MCI, assegnate a 500 mg di anserina al giorno o a placebo
- Durata: 12 settimane
- Analizzati: 30 soggetti completi (15 per braccio)
- Outcome: Mini‑Mental State Examination (MMSE) al basale e al termine dell’intervento
I numeri
Il gruppo anserina ha migliorato il punteggio MMSE di una media di +1,9 punti (DS 2,0). Il gruppo placebo è rimasto invariato (0 punti, DS 2,8). La differenza tra i gruppi è risultata statisticamente significativa con p = 0,036.
I ricercatori hanno inoltre corretto i risultati per l’apporto dietetico giornaliero di anserina di ciascun partecipante, poiché chi consuma più pollo e pesce ottiene già una dose aggiuntiva dal cibo. Dopo questa correzione il risultato si è rafforzato a p = 0,0176.
Il MMSE è valutato su 30 punti, quindi un guadagno di 1,9 punti è modestamente positivo. Tuttavia, in un gruppo in cui l’aspettativa abituale è di stabilità o lieve declino, un placebo piatto contrapposto a un braccio in crescita rappresenta esattamente il segnale precoce che i ricercatori speravano di osservare.
Il meccanismo in parole semplici
La malattia di Alzheimer è sempre più considerata una condizione con una componente infiammatoria, non solo un problema di placche e grovigli. Gli autori si concentrano su una specifica cascata di eventi:
- I neutrofili rilasciano l’enzima mieloperossidasi (MPO).
- La MPO produce acido ipocloroso (HClO), una molecola reattiva della stessa famiglia della candeggina domestica, utile per uccidere i germi.
- Nel cervello, un eccesso di HClO può danneggiare i tessuti e alimentare la neuroinfiammazione, collegata alla progressione dell’Alzheimer.
Il ruolo proposto dell’anserina è quello di catturare l’HClO. In pratica “pulirebbe” la molecola reattiva, attenuando la cascata infiammatoria avviata dalla MPO, ovvero spegnerebbe un fuoco chimico lento nel cervello prima che causi danni maggiori.
È importante precisare che lo studio ha misurato la cognizione, non i marcatori infiammatori cerebrali. Il meccanismo è una spiegazione plausibile avanzata dagli autori, ma non dimostrata direttamente dal trial.
Come si colloca rispetto alla carnosina e alle evidenze più ampie
L’anserina non agisce da sola. Studi giapponesi precedenti hanno utilizzato miscele anserina/carnosina, tipicamente in rapporto 4:1 e con una dose complessiva intorno a 1 g al giorno, riferendo benefici in alcuni aspetti della memoria e del flusso sanguigno cerebrale negli anziani.
Più recentemente, una meta‑analisi del 2024 su Nutrition Reviews ha raggruppato studi sui dipeptidi contenenti istidina e ha riscontrato miglioramenti nel richiamo differito, la capacità di ricordare qualcosa dopo una pausa. Si tratta di un risultato significativo, poiché il richiamo differito è una delle prime funzioni a declinare nella progressione tipica dell’Alzheimer.
Lo studio qui discusso aggiunge qualcosa di leggermente diverso: un risultato per l’anserina da sola, a una dose più bassa, in persone che presentavano già una MCI.
Indicazioni pratiche
- Dose: il trial ha impiegato 500 mg al giorno di anserina. I prodotti in miscela usati nelle ricerche precedenti fornivano circa 1 g al giorno di dipeptidi combinati.
- Fonti alimentari: petto di pollo e pesci come il tonno sono le fonti naturali più ricche. I ricercatori hanno aggiustato per l’apporto dietetico perché il cibo contribuisce all’esposizione totale. Raggiungere quantità significative solo con la dieta è difficile da stimare, ed è per questo che esistono gli integratori.
- Tipologie di prodotto: si trovano due forme principali: anserina singola e miscele anserina/carnosina. La base di evidenze per le miscele e per l’anserina pura è distinta, perciò è importante controllare le etichette e verificare i milligrammi effettivi per dose.
- Chi potrebbe essere interessato: adulti più anziani con preoccupazioni soggettive sulla memoria o con diagnosi di MCI, idealmente sotto supervisione medica. Non è una terapia per la demenza e non sostituisce una valutazione medica, l’esercizio fisico, un sonno adeguato, il controllo della pressione arteriosa o altre pratiche ben supportate.
Limiti onesti
Il risultato è promettente, ma è una evidenza preliminare e i caveat sono notevoli:
- Campione ridotto: solo 30 persone sono state analizzate (15 per gruppo). I trial di piccole dimensioni possono sovrastimare gli effetti.
- Durata breve: dodici settimane non dicono nulla sugli effetti a lungo termine né sulla persistenza dei benefici.
- Un solo test: l’outcome primario era l’MMSE, uno strumento di screening piuttosto grossolano che può variare con la pratica e l’umore.
- Un solo paese: tutti i partecipanti erano in Giappone, con abitudini dietetiche che potrebbero differire da quelle di altre popolazioni.
- Drop‑out: di 36 randomizzati, 30 sono stati analizzati, il che può influenzare i risultati.
- Significatività di confine: un p‑value di 0,036 è sotto la soglia tradizionale, ma non con largo margine; la replicazione è fondamentale.
Niente di ciò significa che l’anserina non funzioni, ma che occorrono trial più grandi, più lunghi, multicentrici, con batterie cognitive più ampie e misurazioni di biomarcatori per confermare sia il beneficio sia il meccanismo dell’HClO.
Conclusione
L’anserina è un dipeptide di origine alimentare con una ragione d’essere anti‑infiammatoria plausibile e un piccolo, ma incoraggiante, trial umano alle spalle. Una dose di 500 mg al giorno è stata associata a un guadagno di circa 2 punti al MMSE in 12 settimane, mentre il placebo è rimasto stabile. Insieme a studi precedenti su miscele e a una meta‑analisi del 2024 che indica un miglioramento del richiamo differito, si tratta di uno dei candidati più credibili emergenti nel campo degli integratori per la salute cognitiva. Rimane una possibilità, non una terapia comprovata. Se desideri provarlo, parlane con il tuo medico, soprattutto se hai preoccupazioni di memoria che richiedono una valutazione adeguata.