Il calcio alfa‑chetoglutarato ha prolungato la vita media delle topi femmine fino al 16,6 %: cosa significa (e cosa non significa) per gli esseri umani
Uno studio del 2020 su *Cell Metabolism* ha mostrato che una dieta contenente il 2 % di calcio alfa‑chetoglutarato prolungava la vita media delle topi femmine del 16,6 % e riduceva la fragilità. L’effetto era più moderato nella seconda coorte (10,5 %) e nei maschi non risultava statisticamente significativo. I ricercatori hanno collegato il beneficio a una minore infiammazione sistemica e a un possibile aumento di IL‑10. Tuttavia, si tratta di un esperimento su roditori e non dimostra che l’AKG estenda la vita umana. Ecco cosa mostrano realmente i dati, come differiscono dalla pubblicità dei supplementi e perché il CaAKG dovrebbe stare in una lista di ricerca, non in un protocollo provato.
Studio GlyNAC: la combinazione glicina + NAC inverte diversi marcatori dell’invecchiamento negli anziani in 16 settimane, ma lo studio è piccolo
Un piccolo studio randomizzato del Baylor College of Medicine ha scoperto che 16 settimane di GlyNAC, una combinazione di glicina e N‑acetilcisteina, hanno corretto la carenza di glutatione, lo stress ossidativo, la disfunzione mitocondriale e l'infiammazione negli adulti anziani. I partecipanti hanno anche migliorato la funzione fisica e diversi segni dell'invecchiamento, mentre il placebo no. Il protocollo prevedeva dosi basate sul peso di circa 100 mg/kg per ciascun amminoacido, molto al di sopra delle quantità tipiche negli integratori. Tuttavia, con solo 12 persone per gruppo e risultati focalizzati sui biomarcatori, i dati sono promettenti ma non definitivi.
Taurina, l'amminoacido a basso costo che ha prolungato la vita dei topi fino al 12 % ma diminuisce con l’età negli esseri umani
Uno studio del 2023 pubblicato su *Science* ha scoperto che la taurina circolante, un amminoacido poco costoso e abbondante, si riduce con l’età in topi, scimmie e umani. Integrare la taurina nei topi di mezza età ha prolungato la loro vita media di circa il 10‑12 % e ha migliorato la salute sia nei roditori sia nelle scimmie. Il composto sembra contrastare la senescenza cellulare, i danni al DNA, la disfunzione mitocondriale e l’infiammazione cronica. I dati umani restano osservazionali e le dosi usate nei topi corrispondono a diversi grammi al giorno per l’uomo, perciò le prove sono ancora lontane da una conferma definitiva.