PB125: la miscela vegetale che attiva Nrf2 e mantiene le arterie attive durante il riposo a letto
Un attivatore botanico di Nrf2 chiamato PB125, ottenuto da rosmarino, ashwagandha e luteolina, è stato testato in una piccola sperimentazione clinica doppio cieco. In 24 adulti più anziani, due settimane a 200 mg/giorno hanno aumentato la dilatazione mediata dal flusso (FMD) brachiale dal 2,8 % al 3,8 % e quella poplitea dall'1,5 % al 2,3 %. Durante cinque giorni di letto, la miscela ha preservato la funzione arteriosa e i livelli di antiossidanti rispetto al placebo. Nei più giovani non è stato osservato alcun miglioramento basale della FMD, sebbene PB125 abbia protetto la FMD poplitea durante l'immobilizzazione dell'arto. Con soli 44 partecipanti e endpoint surrogati, si tratta più di un segnale promettente che di una prova definitiva di beneficio clinico.
Ashwagandha riduce il cortisolo del 29 % in soggetti stressati con ipertensione
Uno studio di fase III, doppio cieco e controllato con placebo, su 60 soggetti stressati e ipertesi, mostra una riduzione del cortisolo sierico di circa il 29 % dopo 60 giorni di integrazione con ashwagandha. Sono stati osservati anche miglioramenti significativi nei punteggi di ansia e stress percepito, mentre le variazioni della pressione arteriosa rimangono limitate. Scopriamo cosa dimostra realmente la ricerca, quali sono i suoi limiti e a chi può interessare.
Shatavari funziona meglio in combinazione con l'Ashwagandha in 135 donne
Un’erba ayurvedica, usata da secoli dalle donne, è stata oggetto di un recente studio controllato con placebo; i risultati sono risultati ancora più interessanti quando è stata aggiunta una seconda pianta. In 135 donne, per otto settimane, l’estratto di radice di shatavari ha migliorato la funzione sessuale complessiva e la soddisfazione rispetto al placebo. In combinazione con l’ashwagandha, ha aumentato anche eccitazione, lubrificazione, orgasmo, umore e felicità. Gli effetti avversi sono stati lievi, ma manca un gruppo trattato solo con l’ashwagandha, perciò la presunta “sinergia” va interpretata con cautela.