1.000 mg di nicotinamide riboside al giorno aumentano il NAD+ nelle cellule del sangue di circa il 60 % negli adulti anziani, secondo uno studio randomizzato
Pochi integratori hanno suscitato tanto interesse nella comunità della longevità quanto il nicotinamide riboside (NR), una forma di vitamina B3 che l’organismo può convertire in NAD+. Un trial randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, pubblicato nel 2018 su Nature Communications rimane uno degli studi umani più citati sul composto. Ha posto una domanda pratica e circoscritta: se adulti sani di mezza età e anziani assumono NR ogni giorno per sei settimane, è sicuro e aumenta il NAD+?
La risposta a entrambe le domande è sì. Lo studio ha inoltre suggerito, senza però provarlo, possibili effetti sulla pressione sanguigna e sulla rigidità arteriosa.
Perché il NAD+ è importante e perché diminuisce con l’età
Il NAD+ (nicotinammide adenina dinucleotide) è una coenzima presente in ogni cellula. È al centro del metabolismo energetico e funge anche da co‑substrato obbligatorio per enzimi coinvolti nella riparazione del DNA, nelle risposte allo stress e nella segnalazione cellulare, incluse le sirtuine. Le sirtuine sono state collegate, nella ricerca preclinica, ad alcuni dei benefici della restrizione calorica sulla salute.
In studi su animali e in alcuni dati su tessuti umani, la disponibilità di NAD+ sembra calare con l’età. I fattori proposti includono un consumo maggiore da parte di enzimi degradanti il NAD+, come CD38 e PARP, e cambiamenti nell’efficienza con cui le cellule riciclano e sintetizzano il NAD+. Il quadro preciso nell’uomo è ancora in fase di definizione, e l’entità del declino varia a seconda del tessuto. Tuttavia la logica che ha motivato questo studio è semplice: se la biodisponibilità di NAD+ è limitante nei tessuti più anziani, fornire più precursore potrebbe aiutare. Il NR è uno di questi precursori.
Dose e disegno dello studio
Lo studio, guidato da ricercatori dell'Università del Colorado Boulder e collaboratori, ha utilizzato un disegno crossover 2 × 6 settimane (NCT02921659). Ogni partecipante ha assunto sia NR sia placebo, in ordine randomizzato, così fungendo da proprio controllo. Questo disegno è particolarmente adatto a piccoli studi fisiologici perché riduce la variabilità interindividuale.
- Popolazione: adulti sani di corporatura normale, di mezza età e anziani (reclutati tra i 55 e i 79 anni; BMI medio circa 24)
- Intervento: nicotinamide riboside 500 mg due volte al giorno, per un totale di 1.000 mg/giorno
- Controllo: placebo corrispondente
- Durata: sei settimane per ciascun periodo
- Cieco: doppio cieco
La dose spezzata di 1.000 mg/giorno è notevolmente più alta rispetto a quella usata in molti primi studi farmacocinetici umani, ed è una delle ragioni per cui questo trial è spesso citato come riferimento per il dosaggio cronico.
Il risultato principale: circa il 60 % di NAD+ in più
Il risultato chiave è che la supplementazione con NR è stata ben tollerata e ha stimolato efficacemente il metabolismo del NAD+. Il NAD+ nelle cellule mononucleate del sangue periferico (PBMC), cioè le cellule immunitarie isolate da un prelievo sanguigno, è aumentato di circa il 60 % rispetto al placebo.
Due osservazioni meritano particolare enfasi:
- Le PBMC sono un proxy. Sono facilmente prelevabili, ma non rappresentano muscolo, cuore, cervello o fegato. Un aumento di NAD+ nelle cellule del sangue dimostra che il precursore è assorbito e utilizzato, ma non prova che il NAD+ sia aumentato in altri tessuti né che tale aumento sia funzionalmente rilevante.
- Il risultato è biochimico. Un incremento di un metabolita del NAD+ è prova di engagement del target, non prova di beneficio clinico.
In termini di sicurezza, i ricercatori hanno riportato che la supplementazione cronica a questa dose è risultata ben tollerata nel gruppo, il che costituisce il contributo pratico centrale del trial.
Segnali su pressione sanguigna e rigidità arteriosa
Oltre al metabolismo del NAD+, gli investigatori hanno valutato alcune funzioni fisiologiche legate all’invecchiamento vascolare. L’indurimento delle grandi arterie e l’aumento della pressione sistolica sono segni tipici dell’invecchiamento vascolare e fattori di rischio importanti per le malattie cardiovascolari.
Gli autori hanno segnalato, con cautela, tendenze verso una pressione più bassa e una minore velocità dell’onda del polso carotido‑femorale (PWV), una misura standard di rigidità aortica. Hanno esplicitamente dichiarato che lo studio non era progettato né sufficientemente potenziato per dimostrare un beneficio vascolare, e che futuri trial clinici dovrebbero valutare più approfonditamente NR per ridurre pressione e rigidità arteriosa in questa popolazione.
Questa distinzione è fondamentale: una tendenza emersa in una piccola analisi secondaria è un motivo per progettare un nuovo trial, non una prova di effetto terapeutico.
Implicazioni pratiche
- Dal punto di vista biochimico, funziona come previsto. A 1.000 mg/giorno, NR ha aumentato il NAD+ nelle PBMC di circa il 60 % rispetto al placebo in adulti sani anziani.
- La tollerabilità a breve termine è risultata buona. Sei settimane di 500 mg due volte al giorno sono state ben tollerate in questo gruppo sano.
- Non estendere i risultati a dosi diverse. I dati si applicano al prodotto, alla dose e alla popolazione studiati; non stabiliscono cosa sia ottimale per persone con patologie, che assumono farmaci o sono in gravidanza. È consigliabile consultare un medico prima di integrare.
- Considerare gli effetti vascolari come ipotesi. I risultati su pressione e PWV sono suggerimenti per studi successivi.
- Verificare la qualità del prodotto. Purezza e contenuto degli integratori variano, e il materiale usato nello studio non è necessariamente quello disponibile sugli scaffali. Controllare anche le fonti di finanziamento e i conflitti di interesse dello studio quando si valutano ricerche legate all’industria.
Limiti
Si trattava di un trial relativamente piccolo, incentrato sulla fisiologia. I suoi endpoint primari erano misure metaboliche e di tollerabilità, non endpoint clinici duri come infarto, ictus, disabilità o mortalità. I partecipanti erano sani e di corporatura normale, perciò i risultati potrebbero non valere per persone con obesità, diabete, ipertensione, insufficienza renale o altre condizioni. Sei settimane non dicono nulla sulla sicurezza a lungo termine né sulla persistenza dell’effetto.
È importante chiarire cosa questo studio non dimostra: non mostra che aumentare il NAD+ rallenti l’invecchiamento, abbia effetti sulla longevità o prevenga le malattie. Il NR non è una cura anti‑invecchiamento, e l’articolo non afferma il contrario.
Conclusione
Il trial del 2018 su Nature Communications è un passo solido e precoce: una dimostrazione chiara, randomizzata e controllata con placebo, che 1.000 mg/giorno di NR aumentano il NAD+ nelle cellule del sangue di adulti anziani sani e appare sicuro per sei settimane. Se ciò si tradurrà in una pressione più bassa, arterie più elastiche o in qualsiasi beneficio duraturo per la salute è questione per studi più grandi, più lunghi e condotti in popolazioni a rischio.