Da tempo la caffeina è considerata l’ingrediente chiave per migliorare la concentrazione, ma uno studio controllato su adulti giapponesi di mezza età e anziani indica che il matcha può offrire qualcosa in più. Una singola dose di caffeina ha aumentato l’attenzione, mentre solo l’assunzione continuata di matcha ha migliorato la produttività in un compito aritmetico stressante. Gli autori attribuiscono il risultato alla sinergia tra caffeina e amminoacidi, in particolare la L‑teanina, ma il disegno sperimentale presenta limiti (stress di laboratorio lieve, campione unico, assenza di un braccio con teanina isolata), per cui le conclusioni vanno interpretate con cautela.
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