Questo è uno studio clinico randomizzato su esseri umani, non su animali o cellule.
In 40 adulti anziani, 400 mg al giorno di coenzima Q10 per 12 settimane hanno aumentato i livelli ematici di CoQ10, ma non hanno incrementato la sua concentrazione nel tessuto muscolare né nei mitocondri contenuti. Questo è il risultato centrale di un nuovo studio in doppio cieco, controllato con placebo, pubblicato su GeroScience, e dovrebbe far riflettere chi acquista CoQ10 come potenziatore mitocondriale.
Lo studio in sintesi
Un team guidato da Malte Schmücker e Steen Larsen dell'Università di Copenaghen, con collaboratori in Italia, Lettonia e Polonia, ha reclutato 40 adulti anziani che vivono in comunità, con un’età media di 74 ± 4 anni. I partecipanti sono stati assegnati casualmente a 400 mg di CoQ10 orale al giorno o a un placebo per 12 settimane. Né i soggetti né i ricercatori sapevano a chi fosse stato somministrato il trattamento.
Il disegno sperimentale è quello che i ricercatori di longevità raramente riescono a realizzare: sono state prelevate biopsie muscolari prima e dopo l’intervento, così il team ha potuto analizzare il tessuto dove la produzione di energia mitocondriale è fondamentale per la funzione fisica. Sono stati inoltre eseguiti test di tolleranza orale al glucosio e test VO₂max.
Cosa è stato misurato
I ricercatori hanno valutato:
- Capacità respiratoria mitocondriale, sia in mitocondri isolati sia in fibre muscolari permeabilizzate;
- Emissione di H₂O₂ mitocondriale, indice della produzione di specie reattive dell’ossigeno;
- Contenuto mitocondriale;
- Livelli di CoQ10 e stato redox in plasma, tessuto muscolare e mitocondri muscolari isolati;
- Homeostasi glucemica, mediante il test di tolleranza orale al glucosio;
- VO₂max, metabolismo a riposo, funzione cognitiva e composizione corporea.
Era un tentativo completo di verificare se un integratore tanto popolare faccia davvero ciò che il marketing promette.
Il risultato sorprendente: sangue in alto, mitocondri invariati
Il CoQ10 plasmatica è aumentato in modo significativo con l’integrazione, mentre lo stato redox (rapporto tra forme ossidata e ridotta) è rimasto invariato. Quindi l’integratore è stato assorbito e ha raggiunto la circolazione.
Il punto in cui la storia si arresta è il successivo. Gli autori riportano che non ci sono state differenze né tra i gruppi né nel tempo per muscolo e mitocondri isolati riguardo a:
- Capacità respiratoria mitocondriale;
- Emissione di H₂O₂;
- Contenuto mitocondriale;
- Livelli di CoQ10.
Anche l'homeostasi glucemica, il VO₂max e la composizione corporea sono rimasti invariati. L’abstract non fornisce le dimensioni dell’effetto per questi risultati nulli, perciò l’articolo non cita alcun valore.
Il risultato evidenzia un divario tra plasma e tessuto. Un valore sanguigno più alto è facile da produrre e da commercializzare, ma non dimostra che la molecola abbia raggiunto il luogo dove dovrebbe agire.
Perché è importante per la comunità della longevità
Il CoQ10 ha una storia attraente: fa parte della catena di trasporto degli elettroni che genera energia cellulare, agisce da antiossidante e la capacità dell’organismo di produrlo può diminuire con l’età. Perciò l’integrazione sembra logica.
Questo studio mette in dubbio l’ultimo passo di quella logica, almeno nella popolazione analizzata. Se i mitocondri muscolari non assorbono ulteriore CoQ10 dopo tre mesi a una dose piuttosto alta, ogni beneficio a cascata sulla funzione mitocondriale muscolare appare improbabile. Nei soggetti esaminati, nessuno degli esiti funzionali misurati è cambiato.
Limiti e dettagli importanti
Gli autori descrivono la coorte come “anziani robusti”, e questa precisazione conta.
- Campione ridotto: con 40 partecipanti, un effetto modesto potrebbe sfuggire. Lo studio non rileva cambiamenti, ma ciò non equivale a prova di assenza di effetto.
- Partecipanti sani e robusti: soggetti senza carenze hanno poco margine di miglioramento. I risultati potrebbero non valere per individui fragili o malati.
- Durata breve: dodici settimane potrebbero non bastare a osservare modifiche tissutali o risultati a lungo termine.
- Una sola dose: è stata testata solo 400 mg/giorno. Altre dosi, formulazioni o protocolli più lunghi non sono stati valutati.
- Un solo tessuto: lo studio ha analizzato il muscolo scheletrico. Non fornisce informazioni sull’assorbimento del CoQ10 nel cuore, nel cervello o in altri organi.
- Conflitto di interessi: l’autore senior S. Larsen dichiara di essere consulente per Pharma Nord, azienda di integratori. Gli altri autori non hanno conflitti, e i finanziatori non hanno avuto ruoli nella progettazione, nell’analisi o nella pubblicazione dello studio. È un dato da considerare, soprattutto perché i risultati sono nulli anziché favorevoli a un produttore di integratori.
Chi potrebbe ancora trarne beneficio? (non testato qui)
Questo studio non afferma che il CoQ10 sia inutile per tutti. Diverse categorie sono spesso discusse in relazione al CoQ10, ma nessuna di esse è stata esaminata:
- Utenti di statine: le statine interferiscono con la via che produce anche il CoQ10, da qui le domande. Lo studio non ha incluso soggetti in terapia con statine né ha valutato sintomi muscolari.
- Persone con vera carenza di CoQ10: i partecipanti erano robusti, non carenti.
- Pazienti con insufficienza cardiaca: questo è un ambito di grande interesse per il CoQ10, ma i soggetti non ne soffrivano.
Si tratta di questioni aperte, non di raccomandazioni. Non interpretare questo studio come prova a favore o contro l’uso del CoQ10 in quei contesti.
Indicazioni pratiche
- Dose: lo studio ha utilizzato 400 mg al giorno per 12 settimane. Questo ha aumentato i livelli plasmatici ma non ha modificato le misure muscolari. Incrementare la dose non è una soluzione provata.
- Tempistica: il riassunto non fornisce prove sul momento migliore della giornata. Il CoQ10 è liposolubile, perciò le etichette suggeriscono di assumerlo con un pasto contenente grassi. È un consiglio generale, non una conclusione dello studio.
- Destinatari: sulla base di questo studio, gli anziani sani che sperano di migliorare la funzione mitocondriale, il VO₂max o il controllo glicemico hanno poche evidenze a supporto dell’uso. Chi lo considera per una condizione specifica dovrebbe parlarne con un professionista.
- Controindicazioni: chi assume anticoagulanti come il warfarin dovrebbe consultare il medico, poiché il CoQ10 può interagire con questi farmaci. Lo stesso vale per chi assume più farmaci, ha patologie croniche, è in gravidanza o allatta.
- Da tenere a mente: un esame del sangue che mostra un CoQ10 più alto dopo l’integrazione indica semplicemente che la capsula è stata assorbita. Non dimostra che i mitocondri funzionino meglio.
Conclusioni
In uno studio ben progettato, in doppio cieco, con biopsie muscolari, 400 mg/giorno di CoQ10 per 12 settimane hanno aumentato il CoQ10 plasmatico in 40 adulti anziani sani. Non hanno modificato il CoQ10 muscolare né mitocondriale, né la funzione mitocondriale, né l’homeostasi glucemica, né il VO₂max e né la composizione corporea. Lo studio è limitato per dimensioni, durata e popolazione, quindi non può chiudere definitivamente la questione del CoQ10 per tutti i gruppi. Mostra, però, che un livello sanguigno più alto non deve essere confuso con un beneficio mitocondriale.