Mangi una noce e i batteri del tuo intestino trasformano le ellagitannine in urolitine, dei composti potenzialmente coinvolti nel modo in cui invecchia il cervello. In uno studio MRI di due anni condotto nell’ambito della sperimentazione WAHA, gli aumenti più marcati di urolitina A, urolitina C e glucuronide di urolitina C sono stati associati a una minore perdita di spessore corticale nei consumatori di noci, soprattutto nelle regioni dell’emisfero destro. Il fenomeno è risultato più evidente nelle persone con metabotipo B. Si tratta però solo di un’associazione osservata in una sperimentazione randomizzata, non di una prova di causalità, e non fornisce alcuna indicazione diretta sugli integratori di urolitina A. Ecco cosa dicono i dati, a chi possono interessare e chi invece dovrebbe restare scettico.
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