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Research

Il più grande studio sul potenziatore di NAD+ nel Parkinson è andato storto

Lyra Voss · · 4 min read

Il più grande studio sul potenziatore di NAD+ nel Parkinson è andato storto

Nicotinamide riboside (NR), commercializzato con i nomi Niagen e Tru Niagen, è uno degli integratori anti‑invecchiamento più diffusi. Ha appena affrontato il suo più importante test clinico in una malattia neurologica, ma non ha superato la prova. Nello studio di fase 3 NOPARK, pubblicato su JAMA nell’ottobre 2026, i pazienti con Parkinson precoce che hanno assunto NR hanno ottenuto risultati leggermente peggiori rispetto al placebo. L’effetto è stato modesto, ma la tendenza è opposta a quella sperata dalla comunità scientifica.

Cosa ha realmente fatto lo studio

NOPARK è stato uno studio di fase 3 randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, condotto in 11 centri in Norvegia.

  • Criteri di inclusione: adulti di età pari o superiore a 35 anni, diagnosticati con malattia di Parkinson negli ultimi 2 anni, stadio Hoehn‑Yahr < 3, scintigrafia anormale del trasportatore della dopamina (a conferma della perdita di neuroni nigrostriati dopaminergici) e terapia dopaminergica stabile.
  • Dimensione del campione: 537 soggetti sono stati valutati, di cui 410 randomizzati tra maggio 2020 e giugno 2024. L’analisi primaria ha incluso 393 partecipanti.
  • Caratteristiche dei partecipanti: età media 65,6 anni (DS 9,4); il 34 % è di sesso femminile.
  • Intervento: NR per via orale, 500 mg due volte al giorno (1 000 mg/giorno), oppure placebo corrispondente, per 52 settimane.
  • Endpoint primario: variazione del punteggio totale MDS‑UPDRS (parti I–III) dal basale alla settimana 52. La scala va da 0 a 236; punteggi più alti indicano una malattia più grave.

Il follow‑up finale si è concluso a giugno 2025. Lo studio è registrato con il numero NCT03568968.

I numeri principali

  • Alla settimana 52, il punteggio totale MDS‑UPDRS è aumentato di 2,45 punti (IC 95 % 0,80–4,10) nel gruppo NR, mentre è diminuito di 0,27 punti (IC 95 % −1,95–1,40) nel gruppo placebo.
  • La differenza media aggiustata è stata di 2,72 punti (IC 95 % 0,47–4,98; p = 0,02), a favore del placebo.
  • Anche la scala dei sintomi non motori (range 0–360) ha mostrato un risultato sfavorevole per il NR, con una differenza media aggiustata di 4,22 punti (IC 95 % 1,07–7,37; p = 0,009).

Perché il risultato “peggiore” va contestualizzato

Non si tratta di un caso in cui i pazienti siano stati gravemente danneggiati. I ricercatori hanno usato soglie predefinite per un cambiamento clinicamente rilevante sul MDS‑UPDRS: 6,7 punti per un miglioramento e 5,2 punti per un peggioramento. La differenza di 2,72 punti è statisticamente significativa, ma ben al di sotto della soglia di peggioramento; persino il limite superiore dell’intervallo di confidenza (4,98) non raggiunge i 5,2 punti.

Quattro dei cinque esiti secondari chiave pre‑specificati non hanno mostrato differenze significative (parti I, II e III del MDS‑UPDRS e imaging del trasportatore della dopamina). L’unico parametro che ha differenziato i gruppi è stato il punteggio non motorio.

L’interpretazione più difendibile è dunque che il NR non abbia apportato benefici e sia stato associato a punteggi leggermente peggiori.

La parte relativa alla sicurezza

Un dato contraddice l’idea che il NR peggiori la sicurezza: gli eventi avversi gravi sono stati registrati in 17 su 205 soggetti (8,3 %) nel gruppo NR e in 29 su 205 (14,1 %) nel gruppo placebo. Il NR non è stato associato a un aumento degli eventi gravi; al contrario, la loro incidenza è stata inferiore. Lo studio non tenta di spiegare questa differenza e non può essere interpretato come prova di un effetto protettivo.

Perché questo risultato pesa

La speranza nel NR per il Parkinson nasceva da studi preclinici e da piccoli trial preliminari, tra cui il progetto NADPARK dello stesso gruppo norvegese. Quegli studi suggerivano che il NR potesse aumentare i livelli di NAD+ e modulare il metabolismo cerebrale, ma non erano stati progettati per dimostrare un beneficio clinico. NOPARK rappresentava il test definitivo.

Vale anche la credibilità: diversi investigatori hanno dichiarato conflitti di interesse, detenendo brevetti sul NR per il Parkinson concessi a Niagen Bioscience (ex ChromaDex). Nonostante questi potenziali bias, il risultato è stato negativo, il che conferisce ulteriore solidità alle conclusioni. Il disegno dello studio era rigoroso (doppio cieco, placebo controllato, diagnosi confermata con imaging e endpoint primario pre‑specificato).

Cosa significa per te

  • Non auto‑trattarti con NR. Il più grande studio disponibile non ha mostrato benefici e ha evidenziato un lieve segnale verso esiti peggiori a 1 000 mg/giorno per un anno.
  • Se già assumi NR, consulta il tuo neurologo prima di decidere cosa fare. Non interrompere né modificare i farmaci prescritti da solo.
  • Gli integratori non sostituiscono la terapia dopaminergica o le cure standard.

Se assumi NR o NMN per la longevità generale

  • Lo studio ha riguardato pazienti con Parkinson precoce, non soggetti sani. Non dimostra che il NR faccia male alle persone sane, ma indebolisce la narrazione generale "aumenta NAD+ e protegge il cervello".
  • Il NMN non è stato testato in questo trial; pertanto i risultati non si applicano direttamente a quell’integratore, ma la stessa logica biologica invita a uno scetticismo ragionevole.
  • Dose e tempistica: lo studio ha utilizzato 500 mg due volte al giorno per 52 settimane. Molti prodotti commerciali impiegano dosi inferiori, quindi i dati non corrispondono esattamente all’uso tipico dei supplementi.

Chi può tranquillamente evitare il NR

  • Persone con Parkinson o con una forte storia familiare che lo stanno valutando come misura preventiva o modificante la malattia, e chi lo acquista principalmente per proteggere il cervello.

Chi resta incerto

  • Chi assume NR per altri motivi dovrebbe considerare l’evidenza ancora non definitiva, discuterne con un professionista sanitario, soprattutto in presenza di patologie croniche o di assunzione di altri farmaci.

In conclusione

NOPARK è un caso raro in cui un integratore molto popolare è stato testato su larga scala in una malattia per la quale i dati preliminari erano promettenti, e ha deluso le aspettative. L’effetto è stato modesto e al di sotto delle soglie cliniche; gli eventi avversi gravi sono stati inferiori con il NR, e lo studio è specifico per il Parkinson precoce. Tuttavia, come terapia modificante la malattia, il NR non ha tenuto le promesse.

Original study

Read the original research on pubmed.ncbi.nlm.nih.gov →

This article summarizes published research for general information. It is not medical advice.

LV

Written by

Lyra Voss

Lyra Voss writes for Biocracked: biohacking science, longevity & human performance.

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